Sei un imprenditore attivo o passivo?

Sei un imprenditore attivo o passivo?

Sembrerebbe una conditio sine qua non per un imprenditore essere persona attiva, vista la professione che ovviamente richiede addirittura iper attività, ma a quanto pare, dai miei riscontri, la maggior parte delle piccole e medie imprese sono comandate da imprenditori passivi.

Attivi perché molto impegnati ma passivi perché lavorano in funzione di quello che accade sul mercato e non in funzione di quello che vorrebbero accadesse. Quindi hanno volontà e fortuna, ma sono passivi.

Per certi imprenditori c’è una cosa che non cambia: il loro modo di programmare in modo non programmato.

Se parliamo di una vacanza può anche andare bene, programmo che la prossima settimana vado in vacanza ma non programmo dove. Cioè lascio al caso, o quasi, la meta, i chilometri, i compagni di viaggio ecc.

Ma come puoi immaginare di dirigere un’azienda con questo approccio, se non accettando tutte le conseguenze a volte prevedibili a volte meno che ti troverai a gestire?

Esempio?

Pianifichi una crescita di fatturato ma non la raggiungi

Partecipi a una fiera ma ottieni meno di ciò che hai investito (però almeno io c’ero)

Organizzi l’area commerciale ma rende meno o molto meno di quello che vorresti.

Anni fa una società sportiva che voleva vincere il campionato doveva avere la miglior squadra. Oggi non basta più, deve averne due di squadre.

Ti aspetteresti mai di incontrare oggi un’azienda con 100 persone in produzione e 2 in ufficio? Certo che no! Eppure un tempo accadeva, ma tutto cambia.

Allora vediamo cos’altro è cambiato.

Siamo nel 2019 e il timone del mercato non è più in mano alle aziende. È in mano ai clienti. Il cliente oggi è il re assoluto del mercato. È lui che conosce tutto grazie alla rete ed è lui che può acquistare tutto grazie a una carta.

Questo impone alle aziende che non vogliono “sperare” in un risultato, ma vogliono progettarlo e ottenerlo, di considerare un nuovo paradigma di approccio e di comunicazione con il mercato.

Molti imprenditori passivi credono ancora che il marketing sia la pubblicità, lo striscione allo stadio, l’annuncio alla radio, l’articolo sul giornale, la signorina a part time che telefona ai clienti.

Il marketing oggi è una scienza. Ed è in costante evoluzione e mutamento e solo gli imprenditori attivi ne sono consapevoli e considerano il marketing come un’area imprescindibile per un piccolo negozio così come per una company da 100 milioni l’anno.

E quindi questi imprenditori, in modo attivo, decidono:

quanto vogliono crescere

come vogliono crescere

dove vogliono crescere

con quali clienti vogliono crescere

con quale investimento calcolato all’inizio vogliono crescere.

Come puoi notare la costante è la crescita. E non puoi essere certo di crescere se credi nella fortuna e in modo passivo aspetti il 31/12 per vedere cosa accade.

Semplicemente oggi il marketing e la vendita sono diventate aree strategiche al punto tale da fare la differenza sempre, sia in positivo se investi, sia in negativo se non investi. Il problema è che nella maggior parte delle piccole medie imprese di marketing non se ne occupa nessuno o al massimo trovi uno stagista che aggiorna i social e il sito.

Il marketing oggi è una specializzazione. Come lo è fare il dentista. O te li curi da solo?

L’unico modo per prevedere il futuro è crearlo.