“QUANTA FRETTA, MA DOVE CORRI? DOVE VAI?”

“QUANTA FRETTA, MA DOVE CORRI? DOVE VAI?”

Tutta questa fretta. Tutti che corrono stressati. Ma dove andate?

Il ritornello di Bennato 1977 è più attuale che mai! Devi imparare a rallentare quel ritmo frenetico e distante dal tuo vero sentire. Perché la frenesia, molto spesso, diventa l’alibi per non ascoltare le tue emozioni e le tue sensazioni.

Vivi così tanto nel passato, negli eventi già accaduti e pensi così tanto al futuro, a ciò che vuoi, desideri, sogni, che a pagarne il conto, ahimè, è il presente. Povero presente!

“Quanto mi piacerebbe passare del tempo con la mia famiglia, ma ho troppe cose da fare!”

“Che bello sarebbe andare a fare una corsa al mare, ma devo lavorare!”

“Sogno di avere dei figli, ma non ho tempo!”

Il tempo, se vuoi, lo trovi! Devi solo fermarti, rallentare. Non lasciare che i tuoi obiettivi nella famiglia, nello studio, nel lavoro diventino il tuo unico scopo nella vita. Perché se, raggiunti quegli obiettivi, non hai tempo per gioirne e viverli, puoi dire di aver speso male il tuo tempo.

Caterina è una madre single di tre bambini di due, cinque e sette anni. Purtroppo il suo frenetico modo di lavorare, sia in un ufficio che a casa, non le permette di passare abbastanza tempo con i suoi figli, che passano la maggior parte delle loro giornate con la baby-sitter.

Caterina parte presto da casa la mattina, torna nel pomeriggio e si rinchiude nel suo studio a lavorare ancora per dare il massimo di sé. Così facendo, però, si rende conto di trascurare da troppo tempo la crescita dei suoi figli che la vedono solo la sera per il bacio della buonanotte e la domenica mattina a colazione, prima che arrivi Natasha, la baby-sitter, per portarli al parco.

Una mattina, dopo quasi dieci anni che Caterina lavorava per quella ditta di mobili, si sente male prima di partire da casa per andare nel suo ufficio. Corre in ospedale per questo tremendo dolore alla pancia. Il dottore non sa spiegarselo, le prescrive un paio di farmaci e la rispedisce a casa, consigliandole di restarci per qualche giorno. Caterina sa che non può perdere tempo, ha un progetto da finire per il suo importante lavoro, quindi torna a casa a cambiarsi per andare in ufficio. Incontra Natasha, appena tornata a casa dopo aver accompagnato i bambini a scuola. Le due si parlano e la baby-sitter capisce che c’è qualcosa che non va, quindi chiede a Caterina di spiegarle cosa sia successo. Ecco che Natasha dà un importante consiglio a Caterina: “Prenditi una pausa da tutto. Passa del tempo con i bambini, hanno bisogno della loro mamma e tu di loro. Fermati. Non correre più.”

Da quel giorno Caterina, seguendo il consiglio di Natasha, ha iniziato a portare i suoi bambini all’asilo prima di correre in ufficio, a prenderli durante la sua pausa, a casa non lavora più nel suo studio, se non un’ora o due qualche giorno a settimana, passa tutti i weekend con i suoi figli ed ha pure trovato un nuovo compagno. Il dolore alla pancia che sentiva è sparito completamente e ha ottenuto una promozione sul posto di lavoro che le permette di lavorare molto meno e dedicare più tempo a se stessa.

Caterina ha fermato la sua nave sempre in rotta verso isole che non c’erano e facendolo aveva perduto se stessa.

Caterina ha buttato l’àncora, si è fermata.

Caterina ora sta bene, insieme ai suoi figli e al suo nuovo compagno.

Caterina non ha più bisogno di correre, vive la vita camminando.

Fermati come ha fatto Caterina. Fermati e vivi la tua vita un passo alla volta con le pause che ti meriti e delle quali hai bisogno.

E ricorda: chi non si ferma è perduto!