Preferisci sapere o essere?

È meglio dare informazioni o creare emozioni?
Malgrado i molti anni di esperienza, ancora oggi mi chiedo come sia meglio orientare un corso di formazione che prevede un numero limitato di ore a disposizione. Il problema è che mi trovo sempre in difficoltà a causa della montagna di informazioni e strumenti che vorrei dare ai partecipanti.

Inevitabilmente però, durante il corso accadde di trovarmi a trattare argomenti che vanno molto più in profondità rispetto ai classici strumenti di cui comunque gli allievi hanno bisogno.
La cosa mi fa molto piacere perché significa che tra le persone in sala c’è la sensibilità necessaria per affrontare argomenti che riguardano molto più la qualità delle persone della qualità dei ruoli e del lavoro che svolgiamo, e io sono un forte sostenitore del fatto che per migliorare, nel periodo storico in cui ci troviamo, l’unico ambito rimasto, a parte l’innovazione tecnologica, è proprio quello della persona.
Quindi tutto questo comporta approfondimenti, curiosità, prove, role play e condivisioni di vario genere che appassionano ed emozionano e al tempo stesso mi ritrovo a fare un terzo del programma previsto.
Per esempio, per avere un’idea più approfondita in tema di comunicazione, che poi è l’argomento fondante dei corsi che tengo, ci troviamo per forza ad affrontare temi come “la percezione soggettiva” che evidenzia il fatto che ognuno di noi percepisce gli eventi in funzione della propria esperienza
Un altro tema fondante della comunicazione sono gli assiomi e la responsabilità di chi comunica. Fa capire quanto sia cambiato l’equilibrio nella comunicazione e nelle relazioni rispetto a quando i nostri genitori o nonni, aprendo solamente la bocca, ci mettevano sull’attenti. Oggi invece i genitori hanno ben altri gattini da pelare e serve ben altro per gestire relazioni che con i vecchi metodi salterebbero in un attimo.
Inoltre poi dovrei parlare delle forme della comunicazione, il verbale, il paraverbale e il non verbale, comunemente chiamato linguaggio del corpo.

E delle famose porte della percezione cioè i nostri sensi, vogliamo parlarne? Visto che normalmente le persone vivono le loro esperienze attraverso vista udito e la sensibilità chiamata cinestetica.
Tutto questo per arrivare infine a scoprire che l’obiettivo principe del comunicare non è dire bene quello che si ha in mente ma capire perfettamente chi abbiamo di fronte per comunicare nel modo più adeguato e creare quel feeling di cui abbiamo bisogno noi e loro per reciproci motivi.
Ebbene, questo è quanto, sono riuscito a tenere una giornata di corso di Public speaking senza accennare minimamente a nessuno di questi punti. Quindi dal mio punto di vista un corso di comunicazione per ora scarso di contenuti tecnici. Ma il mio background mi dice che è sempre il feedback a darti un’idea più ampia e veritiera e quindi, sentendo gli allievi, qual è stata la loro sensazione a fine giornata?

Corso potente! Interessantissimo e profondo. Al di là delle aspettative. Mi ha aperto un mondo. Non vedo l’ora di partecipare alla prossima giornata.

Stupefatto! Ho avuto ancora una volta la conferma che quando si è ispirati e coerenti, trasmettere passione e metodi è molto più efficace che insegnare semplicemente delle fredde tecniche.

E se questo funzionasse anche in vendita e non solo in aula?

Io ci provo! A presto!